I cittadini saranno chiamati ad esprimersi sulla fusione dei due comuni comaschi
La scelta del nome è tra: Lambrugo con Lurago, Lurago al Lambro e Borgo Comasco
LAMBRUGO/LURAGO – Nei consigli comunali del 10 marzo a Lambrugo e Lurago d’Erba è stato approvato all’unanimità il Progetto definitivo di Fusione tra i due comuni. Ora a decidere saranno i cittadini con un referendum consultivo che si terrà domenica 17 maggio, con urne aperte dalle 7 alle 23.
Dall’avvio del procedimento di fusione ad ottobre, tramite diversi incontri pubblici con la cittadinanza, sono state raccolte varie integrazioni al progetto che convergono appunto nel documento definitivo.
La data del 17 maggio è stata individuata per evitare sovrapposizioni con la vicina tornata elettorale del 22 e 23 marzo, quando si voterà per il Referendum sulla Giustizia, e per non creare interferenze con le festività pasquali e con le ricorrenze del 25 aprile e del 1° maggio. La normativa regionale prevede inoltre che questo tipo di referendum si svolga in un’unica giornata.
Alle urne gli elettori riceveranno due schede: una per esprimersi sulla proposta di fusione e una seconda per scegliere il nome della nuova entità comunale che verrebbe a costituirsi. Le tre opzioni sono:
- Lambrugo con Lurago: nome che conserva la sequenzialità alfabetica e la continuità storica e culturale dei due comuni;
- Lurago al Lambro: dal punto di vista semantico raccoglie le origini di entrambi i nomi, infatti Lurago deriva dal latino Lauriacum e Lambrugo dal longobardo Lamber bruig (Borgo al Lambro);
- Borgo Comasco: nome scelto dagli alunni dalle scuole medie di Lurago.
Il sindaco di Lambrugo, Flavio Mauri, spiega: “Non sarà scelto il nome col maggior numero di preferenze, ma verrà fatta un’analisi percentuale comparativa in base alle dimensioni dei due comuni. Il nome che uscirà dalle urne è un’indicazione da parte dei cittadini, poi spetterà alla Regione deciderlo in maniera definitiva”.

Alla base del processo di fusione oltre alla contiguità territoriale e ambientale tra i due comuni ci sono già numerose esperienze e servizi condivisi: l’Unità pastorale, la comune storia di resistenza, il percorso scolastico, la gestione dei rifiuti, la polizia locale in convezione anche con Monguzzo, il SUAP e l’ufficio ragioneria. Condivisa anche è l’offerta culturale del territorio e l’esperienza sportiva/ricreativa dei ragazzi infatti ci sono già alcune entità sportive comuni come l’US Olympic Lambrugo-Lurago, la Polisportiva e un’associazione ciclistica locale. Altri fattori comuni sono l’attività associazionistica, il tessuto economico locale e l’Oasi di Baggero.
“L’obiettivo primario della fusione – spiegano i sindaci di Lurago d’Erba, Davide Colombo, e di Lambrugo, Flavio Mauri – è la creazione di un Comune in grado di ottimizzare le risorse per migliorare la qualità e la quantità dei servizi erogati ai cittadini, attrarre investimenti e rafforzare la propria voce istituzionale nel contesto provinciale e regionale. Ad oggi i due comuni hanno limiti oggettivi nel programmare a lungo termine e nell’accesso a finanziamenti strategici. Con la fusione, di conseguenza, arriverebbero premialità importanti a livello economico: 807mila euro all’anno per 15 anni“.

Il cambiamento sarà anche a livello demografico: in totale si raggiungerà una superficie complessiva di 6,62 Km2 e una popolazione di 8050 abitanti. Mentre a livello amministrativo ci sarà ovviamente un solo Consiglio Comunale e un solo segretario. Alcuni uffici verranno poi accorpati: la Ragioneria e la Polizia Locale a Lambrugo e l’Ufficio Tecnico a Lurago. Rimarranno aperte entrambe le sedi comunali per i servizi di prossimità (anagrafe, tributi e servizi sociali), così come gli ambulatori comunali, le Poste e le farmacie. Infine, non si cambierà la denominazione sui documenti di riconoscimento (CI, patente e passaporto) fino a quando questi non andranno a scadenza naturale.
“A livello di tassazione locale si potrebbe ridurre l’IMU per le imprese per armonizzare le aliquote – puntualizzano i primi cittadini -, si valuterà anche una distribuzione più equa dell’Addizione comunale Irper abbassandola per le fasce di reddito più basse. Per le scuole ci sarà un’offerta formativa più ampia (dai 3 al 14 anni) e verrà potenziato il servizio di trasporto e nessuno dei plessi scolastici attuali verrà chiuso. Nel campo dei servizi sociali ci sarà un responsabile unico e un potenziamento dell’assistenza domiciliare e dello sportello lavoro. Inoltre potrebbe emergere un nuovo servizio di housing sociale per la cittadinanza più anziana”.

I due comuni puntano molto anche sulla futura sistemazione delle opere pubbliche, evidenziano Mauri e Colombo: “Tra le idee sorte in questi mesi c’è la realizzazione di una ciclo-pedonale tra il centro di Lambrugo e Lurago, sistemare la chiesa del Monastero, riqualificare piazza Giovanni XXIII e realizzare la nuova scuola dell’infanzia a Lurago e riqualificare il centro sportivo di Lambrugo. Nei vari incontri molto partecipati si sono affrontate diverse questioni pratiche riguardanti la fusione e ci saranno altri eventi per capirne la portata del cambiamento. Su tutti il 15 aprile quando ci saranno il presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca, e Mauro Guerra, presidente di Anci Lombardia. Entrambi fautori di due importanti fusioni tra amministrazioni locali nel Comasco”.

Il processo di fusione era stato lanciato dal sindaco di Lambrugo, Flavio Mauri, nel 2022 sul notiziario comunale: “Allora pensai che il futuro della nostra amministrazione potesse passare solamente da un percorso di fusione per poter migliorare la qualità dei servizi con un team più funzionale. A livello di organico infatti siamo sotto dimensionati: recentemente è andato in pensione uno dei due vigili e non riusciamo a trovare un sostituto. Con la fusione la nuova entità avrebbe 30 dipendenti e questo ci permetterebbe di organizzare una serie di cose che prima non riuscivamo a fare. Se ci fosse un ufficio tecnico di sei persone, il comune che avrebbe la capacità e la potenza per dedicare risorse a nuove progettualità e investire sul futuro”.
“Inizialmente pensai a una fusione a quattro con Lurago, Lambrugo Merone e Monguzzo che avrebbe toccato i 15mila abitanti e saremmo diventanti un paese significativo a livello provinciale ma non abbiamo avuto riscontro con le altre due amministrazioni. Mentre, con il sindaco Colombo abbiamo condiviso una visione comune del fare amministrazione, capendo insieme quali sono le esigenze per delle realtà piccole come le nostre. Questa condivisione di idee ha facilitato di molto il progetto di avvicinamento tra le due amministrazioni”.
“La fusione determina in sostanza l’arrivo dei fondi e alcune scelte iniziali – sottolinea Mauri – ma a decidere come sfruttarli al meglio sarà il compito della nuova amministrazione. Un’obiezione frequente di questi ultimi mesi è stata che ‘questi soldi verranno usati tutti da Lurago’ ma questo è concettualmente sbagliato. Infatti, se passa la fusione non esisteranno più né Lambrugo né Lurago, non esisteranno più un sindaco di uno e dell’altro, ma esisterà un solo sindaco che avrà come obiettivo di operare nel pieno interesse della futura collettività”.
“In questi mesi abbiamo fatto diversi incontri, in cui abbiamo risolto molti dubbi sulla fusione. Molti dei sostenitori del No, però, hanno rifiutato un confronto diretto, e di questo ci spiace perché il dialogo, seppur animato, è alla base del vivere civile. Comunque ci saranno altre opportunità per confrontarsi e le porte sono aperte a tutti”.

Come per Lambrugo, il testo definitivo di fusione è stato approvato all’unanimità anche a Lurago d’Erba il 10 marzo come spiega il sindaco Davide Colombo: “Il progetto con le ultime integrazioni è passato all’unanimità. In aula, però, non era presente la minoranza e sinceramente mi spiace perché credo che il Consiglio sia il luogo deputato alla discussione indipendentemente dalle posizioni che si hanno. Ci sono state molte opportunità per discutere la proposta di fusione in questi mesi, e diversi incontri a Lurago come a Lambrugo, una casella mail aperta e la pagina Facebook ma non è mai arrivato un contributo, anche critico. Ribadisco che ci spiace perché credo che dal confronto possa nascere qualcosa di positivo. Da qui al 17 maggio ci saranno altre opportunità di dibattito pubblico”.
“Sono fiducioso del fatto che le persone dei due comuni abbiano capito, analizzando il progetto, l’opportunità unica che la fusione porterà. Questa è nata dalla convergenza non semplice di due amministrazioni e della visione di medio e lungo termine di entrambe. Ci sono già tante esperienze che conviviamo e da queste abbiamo messo nel concreto quali potrebbero essere le sinergie derivanti dalla fusione con l’ampliamento innanzitutto dei servizi perchè abbiamo l’intenzione di mantenere tutti i servizi di prossimità nelle due sedi comunali”.
Il primo cittadino spiega anche gli step politici del post referendum nel caso passasse il Si: “Se il 17 maggio passa il Si in entrambi i comuni, questa consultazione verrà trasmessa ai pareri della Provincia, alle entità sovra-comunali e alla Regione. Quando quest’ultima ne prenderà atto con una legge regionale, decadranno tutti e due i consigli comunali e dal giorno successivo ci sarà un Commissario prefettizio che traghetterà i comuni alle prime elezioni utili che potrebbero essere a maggio 2027”.
Una fusione che andrebbe contro gli interessi politici dell’attuale sindaco Colombo, infatti in caso di approvazione l’amministrazione di Lurago, a scadenza nel 2028, decadrebbe con un anno e mezzo di anticipo: “Certo sarebbe un passo indietro riguardo i nostri interessi di amministrazione. Però noi stiamo pensando ad una visone a lungo termine a beneficio delle persone e a beneficio di tutta la comunità. Al di là della questione economica, c’è una sinergia di strutture e programmi unici nei nostri territori mettendo davanti a tutto il bene comune”.
Nelle prossime settimane proseguiranno gli incontri pubblici informativi nei due comuni per approfondire i contenuti del progetto e rispondere ai dubbi dei cittadini. L’ultima parola, però, spetterà agli elettori: il 17 maggio Lambrugo e Lurago d’Erba saranno chiamati a decidere se intraprendere insieme un nuovo percorso amministrativo.
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