Oltre 70 persone venerdì sera all’incontro promosso dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
PUSIANO – Una sala partecipata e un confronto tecnico che entra nel merito di uno dei temi ambientali più sensibili del territorio: lo stato di salute del lago di Pusiano. Sono stati oltre 70 i presenti all’incontro pubblico “Come sta il lago di Pusiano?”, promosso dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” e ospitato venerdì sera a Pusiano, dove esperti e istituzioni hanno fatto il punto sulla qualità delle acque.
A delineare il quadro sono stati diversi relatori. Diego Copetti del CNR-IRSA ha ripercorso l’evoluzione della qualità delle acque dagli anni Settanta a oggi, mentre Fabio Buzzi di Arpa Lombardia ha presentato i dati più aggiornati sullo stato ambientale del lago. Spazio poi ad Andrea Fenocchi dell’Università di Pavia, che ha illustrato le più recenti attività di ricerca e alcuni risultati modellistici. In chiusura, per Regione Lombardia, sono intervenuti Michel Fasoli e Daniele Magni, soffermandosi sul ruolo dell’ente nei processi di risanamento. A moderare la serata Roberto Fumagalli del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”.
Dai monitoraggi periodici emerge un dato che resta critico: lo stato ecologico del lago si ferma alla classe “sufficiente”, senza raggiungere il livello “buono” e distante da quello “elevato”, indicato come condizione naturale. Anche lo stato chimico risulta “non buono”, a causa della presenza significativa di inquinanti, tra cui metalli e Pfas.

Il quadro, tuttavia, non è immobile nel tempo. Dalle analisi illustrate durante l’incontro emerge come, rispetto ai primi anni Settanta, la qualità delle acque abbia conosciuto un progressivo miglioramento, legato soprattutto al collettamento degli scarichi fognari realizzato negli ultimi decenni. Una tendenza positiva che si è arrestata nel 2022, lasciando spazio, negli anni più recenti, a un peggioramento.
Tra i fattori indicati dai relatori, il peso crescente della crisi climatica. Le precipitazioni più intense e concentrate attivano con maggiore frequenza gli sfioratori di piena, con conseguente scarico di reflui fognari negli affluenti e nel lago. Parallelamente, l’aumento delle temperature altera il naturale rimescolamento delle acque e favorisce la proliferazione di alghe e cianobatteri, con una riduzione dell’ossigeno disponibile. Dinamiche che rischiano di compromettere il percorso di risanamento.
Permane inoltre una criticità strutturale legata alle elevate concentrazioni di fosforo, nonostante gli interventi già effettuati sulla rete fognaria. Al lago continuano infatti ad arrivare, attraverso gli affluenti, carichi inquinanti rilevanti provenienti dall’intero bacino idrografico.
Le possibili soluzioni, secondo quanto emerso nel confronto, passano da interventi a monte del lago, in particolare nei comuni del Triangolo Lariano lungo l’asta del Lambro. Tra le azioni indicate, la separazione delle acque bianche da quelle nere nelle fognature miste, responsabili dell’attivazione degli sfioratori, oppure la realizzazione di vasche di trattamento per le acque meteoriche.
“L’auspicio del nostro Circolo Ambiente ‘Ilaria Alpi’ è che le Istituzioni preposte (Comuni del territorio, Regione Lombardia, Province di Como e Lecco, Ambiti territoriali ottimali (ATO) e società di gestione del servizio idrico delle due province) si attivino al più presto per individuare le soluzioni più efficaci per disinquinare le acque del lago di Pusiano”.
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